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Rito
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«Nessuna esperienza è troppo bassa da non poter essere assunta a rituale e rivestire così un significato sublime.»

(Mary Douglascite-ref-1[1])

Il mwdgrito, anche detto mwdwrituale o mweacerimonia rituale, è la regola, o l'insieme di regole, eseguiti secondo mweqnorme codificate dalla religione o la mwegtradizione.cite-ref-la-2-0[2]

Contents

Note

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Caratteristiche

I riti sono strettamente connessi con la mwggreligione, il mwgwmito e la sfera del mwhasacro,cite-ref-la-2-1[2] tutti elementi che il rito ha la funzione di «riassumere» e «riattualizzare», rendendo nuovamente mwiqpresente un evento mwigcosmogonico oppure mwiwfondativo, compiuto da un mwjadio o un mwjqantenato, che ha dato mwjgorigine al culto.cite-ref-3[3]

Ogni rito religioso consiste cioè in una ripetizione, svolgendo la funzione di rendere tangibile e ripetibile l'mwlaesperienza religiosa originaria, sottraendola alla dimensione tutta privata della sfera mwlqmistica.

Tramite il rituale, soprattutto all'interno della celebrazione di una mwlwfesta, le varie componenti religiose come i miti, le prescrizioni, le mwmaformule, divengono reali e normativi per tutti i partecipanti.

L'mwmguomo religioso affida al rito i momenti più critici della sua mwmwesistenza personale e della collettività di cui fa parte, come ad esempio la mwnqnascita, la mwngmorte, il raggiungimento della mwnwpubertà, il mwoamatrimonio, la mwoqguerra, cercando in esso la garanzia del mantenimento della propria mwogidentità e di quella della mwowcomunità di appartenenza.

Gli studi antropologici, sociologici e psicoanalitici

Uno dei principali studiosi del rito è stato mwsaErnesto de Martino: secondo l'mwsqantropologo italiano il rito aiuta l'uomo a sopportare una sorta di "crisi della presenza" che esso avverte di fronte alla mwsgnatura, sentendo minacciata la propria stessa vita. I comportamenti mwswstereotipati dei riti offrono rassicuranti modelli da seguire, costruendo quella che viene in seguito definita come "mwtatradizione".cite-ref-la-2-2[2]

Il mwugsociologo mwuwÉmile Durkheim ha invece messo in evidenza come la componente iniziale religiosa del rito porti ad una funzione sociale, che permette di fondare o di rinsaldare i legami interni alla comunitàcite-ref-4[4]. Sulla stessa linea anche l'antropologo mwwafunzionalista mwwqBronisław Malinowski. Diversamente, gli antropologi mwwgArnold Van Gennep e mwwwMeyer Fortes considerano primaria la funzione sociale e culturale del rito che può estendersi successivamente in ambito religioso.cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]

La mwzqpsicoanalisi ha inoltre mostrato la presenza di una ritualità mwzginconscia in gran parte dei comportamenti quotidiani umani. Le mwzwpersonalità di tipo ossessivo-compulsive sono le più soggette all'espressione di ritualità personali; un caso tipico dei nostri giorni è verificare di aver chiuso il gas uscendo di casa, oppure di aver chiuso la porta di casa o della macchina, molto comune è il camminare senza pestare le righe. I tennisti sono famosi per questo tipo di ritualità: far battere a terra tre volte la pallina, oppure allacciarsi le scarpe o controllare che i calzini siano bene allineati, vi sono una serie infinite di piccoli riti che se nella vita privata possono essere considerati piccoli fastidi o al limite anche sintomi di malattia, nel gioco del tennis sono normali e funzionali al raggiungimento di un'alta concentrazione prima del servizio.

Che abbia un fine sociale o che sia strettamente personale, il rito ha bisogno di una partecipazione emotiva profonda, senza la quale cessa di esistere. Per questo nel rito è necessaria una componente estetica, differente nelle diverse culture e nei diversi tempi; il rito si deve evolvere per non perdere di significato. Per esempio nell'ambito della stessa religione, il mwcaCristianesimo, mentre per la cristianità occidentale mwcqcattolica il suono dell'mwcgorgano è percepito come potenza e diventa quindi strumento "divino", per la cristianità orientale il rumore dell'organo è percepito come mwcwcacofonia e quindi lontano dal concetto di mwdasacro: pur non cambiando il contesto, differenti mwdqtradizioni hanno portato a sensibilità differenti che a loro volta hanno generato differenti ritualità.

I più moderni sviluppi di studio sul rito tendono a spostare l'attenzione sull'elemento dinamico.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8] Significativa la visione di Roy Rappaport del rituale come dimensione cibernetica.cite-ref-9[9] Studi di caso relativi a quest'ambito sono ancora pochi ma sempre più diffusi e corroborati dalla riflessione teorica.cite-ref-10[10]

In ambito non religioso si può portare l'esempio della mwiqcorrida: una parte della popolazione vive questa manifestazione con passione, mentre per un'altra parte della stessa popolazione, che ha sviluppato una sensibilità animalista, la corrida è un orrore. La componente artistica fa sì che i mwigconcerti mwiwrock o i megaraduni diventino rito o prendano il contorno di un rito e vengano vissuti con una forte partecipazione emotiva.

Varie tipologie di rito

Sono state individuate varie forme di riti, le cui principali sono:

• Rito propiziatorio (detto anche rito mwlaapotropaico)
• Rito espiatorio (o rito di mwlwespiazione)
• Riti ricorrenti (cerimonie legate al momento dell'anno)
• mwmwRito funebre

Note

cite-note-11. mwpaMary Douglas, mwpqPurezza e pericolo. Un'analisi dei concetti di contaminazione e tabù, traduzione di Alida Vatta, Bologna, mwpgil Mulino, 1975-1993 -2014, mwpwISBNmwqa 978-88-15-24787-2.
cite-note-la-22. mwsqmwsgmwswrito, su mwtadizionari.repubblica.it. mwtqURL consultato il 21 ottobre 2024.
cite-note-33. mwuqGabriele Burrini, mwugmwuwIl goetheanismo di Mircea Eliade (mwvamwvqPDF), in mwvg"Antroposofia", nella rubrica "Logos", n. 6, Milano, Editrice Antroposofica, 1996.
cite-note-44. Emile Durkheim, mwwgLe forme elementari della vita religiosa, (1912), Milano, Edizioni di Comunità, 1963.
cite-note-55. A. Van Gennep, citato in: Martine Segalen, mwxgRiti e rituali contemporanei, Bologna, Il Mulino, 2002.
cite-note-66. Meyer Fortes, mwygReligious Premisses and Logical Technique in Divinatory Ritual, in "Philosophical Transactions of the Royal Society of London. Series B, Biological Sciences", volume 251, n. 772, 1966, pp. 409-422.
cite-note-77. Fondamentali sono stati i risultati della Conferenza di Heidelberg mwzgRitual Dynamics and the Science of Ritual, Wiesbaden, Otto Harrassowitz, 2010 (cinque volumi), per cui il rito passa dall'essere inteso come azione standardizzata e formale ad autentica dinamica in grado di adattarsi e di adattare alcuni aspetti al contesto.
cite-note-88. Ute Hüsken, mw0gWhen Rituals go wrong: Mistakes, Failure and the Dynamics of Ritual, Leiden, Brill, 2007, pp. 1-21.
cite-note-99. Roy Rappaport, mw1gRitual and religion in the making of humanity, Cambridge University Press, 2000.
cite-note-1010. Piero Cherichetti, mw2gmw2wLa stringa rituale. Una teoria delle varianti ritualistiche attraverso l'analisi del sacrificio indiano, "Kervan, Rivista Internazionale di studi afroasiatici" (16), 2012, pp. 25-73 (PDF).

Bibliografia

• mw3wMary Douglas, Antropologia e simbolismo. Religione, cibo e denaro nella vita sociale, Bologna, Il Mulino, 1985.
• mw4qMary Douglas, Purezza e pericolo. Un'analisi dei concetti di contaminazione e tabù, Bologna, Il Mulino, 2014.
• mw4wMircea Eliade, La nascita mistica: riti e simboli d'iniziazione, Brescia, Morcelliana, 1974.
• mw5qTimothy Insoll (a cura di), The Oxford Handbook of Archaeology of Ritual and Religion, New York, Oxford University Press, 2011.
• mw5wRisto Yro, Juliette J. Day, Richard E. Demaris e Bikard Roitto (a cura di), The Oxford Handbook of Early Christian Ritual, New York, Oxford University Press, 2021.
• mw6qMartine Segalen, Riti e rituali contemporanei, Bologna, Il Mulino, 2002.
• mw6wPamela J. Stewart e Andrew Strathern, Ritualː Key concepts in religion, Londra, Bloomsbury, 2014.
• mw7qPamela J. Stewart e Andrew Strathern (a cura di), The Palgrave Handbook of Anthropological Ritual Studies, Cham, Palgrave Macmllan, 2021.
• mw7wArnold Van Gennep, I riti di passaggio, Torino, Bollati Boringhieri, 1981. (I ed., 1909).

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Hans H. Penner, ritual, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Rito, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.